Si chiude la porta atlantica e si apre per qualche giorno quella balcanica

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Foto: SI CHIUDE LA PORTA ATLANTICA E SI APRE PER QUALCHE GIORNO QUELLA BALCANICA. Nell’ultima analisi proposta avevamo menzionato i due attori che avrebbero dovuto caratterizzare il tempo di quest’ultima settimana primaverile: da un lato un flusso più fresco ed instabile di origine atlantica che, grosso modo, ci avrebbe dovuto interessare fino a mercoledì e dall’altro quello di matrice più settentrionale che sarebbe dovuto subentrare nella seconda parte, per traghettarci nell’estate meteorologica che inizierà domenica. Grosso modo andrà proprio così: come infatti mostra la previsione per il 30 maggio del campo di altezza di geopotenziale a 500 hPa, integrato con quello della pressione al suolo (vedi figura), il passaggio di consegna tra il primo ed il secondo tipo di circolazione avverrà entro domani ad opera di un modesto rigonfiamento delle superfici isobariche sul vicino Oceano Atlantico. Grazie a questo cambiamento di equilibrio delle figure bariche, si sposterà più ad est il corridoio di aria instabile che, in questo caso, andrà ad pescare aria più fresca da latitudini più settentrionali e più precisamente da una goccia fredda che si posizionerà all’incirca sul Mar Baltico. Secondo le ultime elaborazioni dei modelli numerici, questa situazione dovrebbe rimanere pressoché invariata almeno fino a lunedì 2 giugno: ecco perché le condizioni di instabilità, legate a sinottiche differenti, dovrebbero ancora accompagnarci per qualche giorno, anche se al momento non appare altamente probabile un ripristino di maggiori condizioni di stabilità atmosferica nemmeno nei giorni successivi. Per l’inizio della prossima settimana, infatti, la dinamica atmosferica che potrebbe attirare la nostra attenzione riguarderà la possibile risalita di un vortice ciclonico dal Nord Africa che potrebbe nascere dall’interazione di una ondulazione baroclina, ad oggi alquanto modesta, nata come allungamento verso la catena dell’Atlante di quelle stesse condizioni di instabilità che prenderanno piede proprio da venerdì, scendendo dalle latitudini baltiche. Si tratta di un’evoluzione che andrà ancora seguita nei prossimi giorni per cercare eventuali conferme.Nell’ultima analisi proposta avevamo menzionato i due attori che avrebbero dovuto caratterizzare il tempo di quest’ultima settimana primaverile: da un lato un flusso più fresco ed instabile di origine atlantica che, grosso modo, ci avrebbe dovuto interessare fino a mercoledì e dall’altro quello di matrice più settentrionale che sarebbe dovuto subentrare nella seconda parte, per traghettarci nell’estate meteorologica che inizierà domenica. Grosso modo andrà proprio così: come infatti mostra la previsione per il 30 maggio del campo di altezza di geopotenziale a 500 hPa, integrato con quello della pressione al suolo (vedi figura), il passaggio di consegna tra il primo ed il secondo tipo di circolazione avverrà entro domani ad opera di un modesto rigonfiamento delle superfici isobariche sul vicino Oceano Atlantico. Grazie a questo cambiamento di equilibrio delle figure bariche, si sposterà più ad est il corridoio di aria instabile che, in questo caso, andrà ad pescare aria più fresca da latitudini più settentrionali e più precisamente da una goccia fredda che si posizionerà all’incirca sul Mar Baltico. Secondo le ultime elaborazioni dei modelli numerici, questa situazione dovrebbe rimanere pressoché invariata almeno fino a lunedì 2 giugno: ecco perché le condizioni di instabilità, legate a sinottiche differenti, dovrebbero ancora accompagnarci per qualche giorno, anche se al momento non appare altamente probabile un ripristino di maggiori condizioni di stabilità atmosferica nemmeno nei giorni successivi. Per l’inizio della prossima settimana, infatti, la dinamica atmosferica che potrebbe attirare la nostra attenzione riguarderà la possibile risalita di un vortice ciclonico dal Nord Africa che potrebbe nascere dall’interazione di una ondulazione baroclina, ad oggi alquanto modesta, nata come allungamento verso la catena dell’Atlante di quelle stesse condizioni di instabilità che prenderanno piede proprio da venerdì, scendendo dalle latitudini baltiche. Si tratta di un’evoluzione che andrà ancora seguita nei prossimi giorni per cercare eventuali conferme.
Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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