Tempo “pazzo”? Questione di scambi meridiani

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scambi-meridianiQuante volte vi sarà capitato di sentire esclamazioni come “Che tempo matto” oppure “Come si fa a stare bene con questi sbalzi di temperatura?”. Bene,  ma cosa determina questi vistosi sbalzi di temperatura da un giorno all’altro, da una settimana all’altra?

Una premessa: chiariamo subito che stiamo parlando di tempo e non di clima. Il tempo è quello che ha fatto ieri, che fa oggi e che farà domani. Il clima è il tempo che ha fatto nei decenni, nei secoli. La differenza è fondamentale, mentre anche in questo caso, molto spesso si confondono le due cose con tutti gli equivoci del caso.

Detto questo, occorre sapere che alle medie e alte latitudini, ovvero al di fuori della fascia tropicale, il tempo viene modulato dal transito di onde atmosferiche, onde d’aria, che nascono per riequilibrare il divario di temperatura tra le regioni polari e quelle subtropicali. Per una legge fisica nota come “legge di conservazione della massa” se un pacchetto di aria fredda va ad occupare una zona interessata da aria calda non si mescola, ma la spinge via e lo stesso vale se è l’aria calda a spostarsi verso l’aria fredda. E’ grazie a questo meccanismo che nascono le zone di alta e bassa pressione ed è grazie a questo meccanismo che, laddove le onde vengano a stretto contatto, nascono le perturbazioni.

Ora osservate la mappa proposta in alto (click per aprirla), riferita alle anomalie di temperatura prevista per la giornata di mercoledì 9 novembre 2016: si nota un doppio scambio d’aria con un primo flusso caldo che risale lungo l’Atlantico e si porta alle latitudini polari all’altezza del Canada (onda calda n.1). Dopo aver spinto fuori dalla sua sede aria moderatamente fredda presente in zona Labrador (onda fredda n.1), risale ulteriormente (onda calda n.2) e va a spostare l’aria molto fredda che grava sulla calotta artica, aria che è costretta a scendere lungo un canale freddo ben visibile su gran parte dell’Europa occidentale (onda fredda n.2).

temperature-attuali-europaMa a sua volta, questa spinta fredda che si introduce fino alle latitudini subtropicali, va a spostare l’aria calda qui presente la quale è costretta a risalire la china e a portarsi in massa sull’Europa orientale (onda calda n.3). Nasce un campo di temperature come quello riportato nella figura qui sopra e riferito all’alba di martedì 8 novembre.

Capite bene che, tra le zone occupate da aria fredda e quelle occupate da aria calda le differenze termiche sono notevolissime. Lo spostamento laterale di queste onde (da ovest verso est), per quanto lento possa essere per via dell’ampiezza (anche qui emerge una legge di conservazione, in questo caso conservazione della vorticità assoluta) va a generare vistosi sbalzi di temperatura sulle zone man mano interessate da una o dall’altra massa d’aria.

Ecco spiegate le “pazzie” del tempo, che si verificano soprattutto nelle stagioni intermedie, autunno e primavera, che un giorno possono presentarsi come “quasi estate” e il giorno dopo come “quasi inverno”.

Luca Angelini

Luca Angelini
Luca Angelini

Naturalista, ha lavorato come previsore presso il sito MeteoLive.it, collabora come redattore per l'Associazione Meteonetwork e con l'Associazione Bernacca di cui è socio.

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