Un giovedì tra neve in pianura, piogge intense, venti forti e mari agitati

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Siamo alla vigilia di un nuovo ed intenso peggioramento del tempo per il sopraggiungere, dal Mediterraneo occidentale, di una depressione in fase di approfondimento fino a 986-988 hPa che accompagna la seconda perturbazione di febbraio. Nel suo movimento verso levante, la nuova circolazione ciclonica riuscirà ad estendere la propria influenza a tutta l’Italia ed alle aree balcaniche da dove, come detto ieri, richiamerà nei bassi strati aria più fredda verso la Pianura Padana. Rispetto a quanto abbiamo detto nell’ultima analisi, sembra però che affluirà probabilmente aria un po’ meno fredda e di conseguenza sarebbe meno vasta l’area in cui potrebbe essere elevata la probabilità di avere nevicate fino in pianura. La temperatura a 925 hPa – cioè a circa 600 metri (prima immagine) – non garantirebbe infatti la tenuta dei fiocchi di neve sui settori orientali del Veneto e, limitatamente alle pianure interne di questa regione, queste condizioni potrebbero sussistere solo al mattino. Qualche cambiamento anche per l’Emilia, perché sembra che anche il Bolognese si troverà al limite e quindi potrebbe vedere più pioggia che neve. Sempre in base alla distribuzione di questo campo di temperatura, potrebbe esserci una fascia con condizioni veramente al limite che dal Torinese si estende verso est, fino a comprendere i settori centro-meridionali della Lombardia: in queste aree, qualche chance in più per vedere neve bagnata – e quindi non di ottima fattura – potrebbe essere riservata laddove le precipitazioni avranno carattere continuo ed intensità moderata, in modo da sfruttare l’omeotermia della colonna atmosferica compresa tra 600 metri ed il suolo. Neve invece abbondante sui rilievi appenninici (dove assumerà carattere di bufera per il forte vento), fino a fondovalle sui versanti padani liguri e tosco-emiliani che arrivano all’incirca fino alla provincia di Modena: da qui verso est la quota neve dovrebbe essere più elevata ed attestarsi sui 400-500 metri, fino ad arrivare a 600-800 metri nel settore romagnolo. Probabili nevicate intense anche sul Piemonte centro-meridionale, sull’Emilia centro-occidentale ed in genere fino a quote collinari anche sull’arco alpino, dove le cumulate più importanti si concentreranno probabilmente sui settori occidentali ed orientali. Nevicate anche sull’entroterra ligure, ma con bassa probabilità di sconfinamento sul tratto costiero savonese e genovese: le condizioni di sottovento, indotte dalle intense correnti nord-orientali, dovrebbero infatti contenere le precipitazioni nelle zone più interne esposte a sfondamento da nord. Sempre per questo motivo, anche sulla costa le precipitazioni, questa a carattere piovoso, dovrebbero essere scarse e più probabili nelle province di Genova e Savona.

La perturbazione porterà piogge anche intense su Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna, con nevicate in Appennino a partire dai 7-800 metri del settore tosco-emiliano per arrivare ai 1200-1300 metri di quello campano, ma con quota neve in calo nella seconda parte della giornata fino a 800-1000 metri. Meno coinvolto il settore adriatico, dove le precipitazioni risulteranno più irregolari. Qualche pioggia anche al Sud, ma limitatamente al versante tirrenico della Calabria. Venti da forti a burrascosi su tutte le regioni, a rotazione ciclonica attorno al minimo che si posizionerà sulla Sardegna. Mari da molto mossi ad agitati, localmente grossi, con mareggiate lungo le coste esposte.

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NEVE DOMANI FEBB

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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