Una lunga fase anticiclonica di circa 10 giorni – Andrea Corigliano

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Quando parliamo di previsioni meteorologiche a medio e lungo termine, ricordiamo sempre che la predicibilità dell’atmosfera decade man mano che si allunga l’orizzonte temporale e che la velocità con cui avviene tale decadenza dipende dal tipo di tempo che viene proposto dalla dinamica atmosferica. A tal proposito, abbiamo più volte sottolineato che in condizioni di tempo instabile è bene non fornire dettagli oltre le 48-72 ore; mentre se siamo di fronte ad una fase anticiclonica conclamata allora è possibile spingersi fino alla scadenza settimanale o dei dieci giorni, prediligendo sempre e comunque un’informazione che resti sulle linee generali e non cerchi a tutti i costi il dettaglio con il lanternino. La fase meteorologica che si prospetta almeno fino a metà mese merita proprio di essere considerata perché è un chiaro e limpido esempio di quello che teoricamente ribadiamo tutte le volte: nei prossimi giorni, infatti, attraverseremo un periodo atmosferico caratterizzato da un campo di alta pressione che – essendo vasto, robusto e persistente – agevola in un certo qual modo la modellistica numerica nel mantenere sostanzialmente elevata la predicibilità atmosferica laddove questo campo è previsto insediarsi. In questa circostanza, è possibile allora individuare a grandi linee proprio la parabola della fase di tempo marcatamente stabile che, come possiamo vedere nella mappa a sinistra, sarà legato all’espansione verso una larga parte dell’Europa centro-occidentale e balcanica dell’Anticiclone delle Azzorre, destinato a spostare i suoi massimi – di altezza di geopotenziale a 500 hPa e di pressione al suolo – proprio sul Mediterraneo e sull’Italia. Analizzando gli scenari di temperatura a 850 hPa accoppiati alla loro relativa convergenza/divergenza, possiamo affermare che nei prossimi dieci giorni saranno quindi tre le fasi a cui andremo molto probabilmente incontro:

1) la fase di sviluppo e di consolidamento dell’area di alta pressione (fino al 9 novembre), in cui si raggiungerà l’apice dell’avvezione di aria particolarmente mite di matrice sub-tropicale marittima;
2) la fase di stallo (di circa 48 ore), in cui il campo anticiclonico raggiungerà probabilmente il massimo della suo sviluppo;
3) la fase di decadenza, dopo l’11 novembre, cui molto probabilmente l’apporto di aria particolarmente mite inizierà a indebolirsi e di conseguenza la figura di alta pressione inizierà a diventare più vulnerabile.

Tra la fase di sviluppo e quella di decadenza dovrebbero passare circa 10 giorni e arriveremo così a metà novembre. Da questo momento in poi non è possibile fornire indicazioni che siano supportate da segnali sufficientemente robusti e consistenti, in quanto la netta divergenza degli scenari possibili, attualmente individuati dal sistema probabilistico di ensemble, pone incertezze non trascurabili nel delineare il comportamento del tempo a partire da circa metà mese. Per questo motivo invito a lasciar stare quelle notizie che, proprio da metà novembre, ipotizzano scenari di freddo come se questi fossero la “giusta” risposta a seguito di un periodo di tempo caratterizzato da marcata stabilità atmosferica e da temperature che si porteranno su valori decisamente al di sopra della media stagionale. La legge della compensazione non è una regola che è rispettata dalla dinamica atmosferica, altrimenti qualche illustre meteorologo l’avrebbe inserita nel set di equazioni risolte dai modelli numerici.

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Andrea Corigliano

Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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