Una situazione “insolita” ci fa capire quanto sia sensibile l’atmosfera – Andrea Corigliano

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L’immagine satellitare di questa mattina alle ore 7 mostra la vasta circolazione depressionaria centrata tra la penisola scandinava ed il Mare del Nord, alla quale è legata l’intensa perturbazione atlantica entrata nel Mediterraneo nella giornata di ieri e che oggi interesserà soprattutto le regioni centro-meridionali, con precipitazioni intense specie lungo il versante tirrenico, venti burrascosi e mari tra molto agitati e grossi. Questa situazione – che abbiamo detto essere responsabile dell’avvio di una fase più invernale che si concretizzerà nei prossimi giorni – non è molto comune alle nostre latitudini: non tanto per la perturbazione in sé e le condizioni di maltempo che comporta, quanto piuttosto per la disposizione delle superfici isobariche in quota. Le linee verdi che sono sovrapposte all’immagine da satellite rappresentano il campo di altezza di geopotenziale di una di queste superfici, quella di 500 hPa, ovvero la “quasi” quota metrica dove la pressione atmosferica è sempre di 500 hPa. Per semplicità, con un tratteggio marcato ho evidenziato tre isoipse particolari: quella arancione indica l’isoipsa di 5760 metri, quella azzurra indica l’isoipsa di 5520 metri e quella bianca indica l’isoipsa di 5160 metri. Non è comune trovare, alle nostre latitudini, questi tre valori separati da circa 2000/2500 chilometri, visto che l’isoipsa di 5760 metri è quella che solitamente racchiude la fascia anticiclonica sub-tropicale di cui fanno parte l’Anticiclone delle Azzorre e quello Nord Africano e l’isoipsa di 5160 metri è quella che racchiude la parte più intensa del Vortice Polare, ovvero di quella struttura che nella stagione invernale si stabilisce sul Polo e che individua il serbatoio dell’aria fredda a cui attingono le irruzioni. Ebbene, queste due isoipse, che mettono a confronto due tipi di tempo diametralmente opposti, nella situazione meteorologica odierna si trovano davvero molto ravvicinate ed il passaggio dall’una all’altra “sponda” avviene su una superficie isobarica – sempre la 500 hPa – che possiamo immaginare come una strada in discesa se partiamo dal Marocco (punto A) ed arriviamo sul Nord-Ovest italiano (punto B). Cosa significa questo? Che il dislivello che devo superare per andare dal Marocco al Nord-Ovest è di appena 600 metri (0.6 km) perché da 5760 metri devo scendere a 5160 metri e questo dislivello si spalma su una distanza di circa 2000 chilometri, ovvero la distanza che, in linea d’aria, separa il Marocco dal Nord-Ovest. Facendo un po’ due conti, significa allora che la strada su cui mi muovo, che si trova sulla superficie isobarica di 500 hPa, ha una pendenza di 0.03%, calcolata come [(0.6 km / 2000 km)*100]: vuol dire che se ci trovassimo con un’automobile su questa superficie, non ce ne accorgeremmo nemmeno! Un dislivello che per noi è davvero impercettibile porta invece l’atmosfera a plasmare due tipi di tempo diametralmente opposti: uno molto stabile e caldo, facente capo alla fascia anticiclonica subtropicale; l’altro molto instabile e freddo, facente capo al Vortice Polare. Con, questa volta, in mezzo il Mediterraneo. Quando si dice che l’atmosfera affascina…

UNA SITUAZIONE “INSOLITA” CI FA CAPIRE QUANTO È SENSIBILE L’ATMOSFERA.

L’immagine satellitare di questa mattina alle ore 7 mostra la vasta circolazione depressionaria centrata tra la penisola scandinava ed il Mare del Nord, alla quale è legata l’intensa perturbazione atlantica entrata nel Mediterraneo nella giornata di ieri e che oggi interesserà soprattutto le regioni centro-meridionali, con precipitazioni intense specie lungo il versante tirrenico, venti burrascosi e mari tra molto agitati e grossi. Questa situazione – che abbiamo detto essere responsabile dell’avvio di una fase più invernale che si concretizzerà nei prossimi giorni – non è molto comune alle nostre latitudini: non tanto per la perturbazione in sé e le condizioni di maltempo che comporta, quanto piuttosto per la disposizione delle superfici isobariche in quota. Le linee verdi che sono sovrapposte all’immagine da satellite rappresentano il campo di altezza di geopotenziale di una di queste superfici, quella di 500 hPa, ovvero la “quasi” quota metrica dove la pressione atmosferica è sempre di 500 hPa. Per semplicità, con un tratteggio marcato ho evidenziato tre isoipse particolari: quella arancione indica l’isoipsa di 5760 metri, quella azzurra indica l’isoipsa di 5520 metri e quella bianca indica l’isoipsa di 5160 metri. Non è comune trovare, alle nostre latitudini, questi tre valori separati da circa 2000/2500 chilometri, visto che l’isoipsa di 5760 metri è quella che solitamente racchiude la fascia anticiclonica sub-tropicale di cui fanno parte l’Anticiclone delle Azzorre e quello Nord Africano e l’isoipsa di 5160 metri è quella che racchiude la parte più intensa del Vortice Polare, ovvero di quella struttura che nella stagione invernale si stabilisce sul Polo e che individua il serbatoio dell’aria fredda a cui attingono le irruzioni. Ebbene, queste due isoipse, che mettono a confronto due tipi di tempo diametralmente opposti, nella situazione meteorologica odierna si trovano davvero molto ravvicinate ed il passaggio dall’una all’altra “sponda” avviene su una superficie isobarica – sempre la 500 hPa – che possiamo immaginare come una strada in discesa se partiamo dal Marocco (punto A) ed arriviamo sul Nord-Ovest italiano (punto B). Cosa significa questo? Che il dislivello che devo superare per andare dal Marocco al Nord-Ovest è di appena 600 metri (0.6 km) perché da 5760 metri devo scendere a 5160 metri e questo dislivello si spalma su una distanza di circa 2000 chilometri, ovvero la distanza che, in linea d’aria, separa il Marocco dal Nord-Ovest. Facendo un po’ due conti, significa allora che la strada su cui mi muovo, che si trova sulla superficie isobarica di 500 hPa, ha una pendenza di 0.03%, calcolata come [(0.6 km / 2000 km)*100]: vuol dire che se ci trovassimo con un’automobile su questa superficie, non ce ne accorgeremmo nemmeno! Un dislivello che per noi è davvero impercettibile porta invece l’atmosfera a plasmare due tipi di tempo diametralmente opposti: uno molto stabile e caldo, facente capo alla fascia anticiclonica subtropicale; l’altro molto instabile e freddo, facente capo al Vortice Polare. Con, questa volta, in mezzo il Mediterraneo. Quando si dice che l’atmosfera affascina...
Andrea Corigliano
Massimo Ciccazzo
Massimo Ciccazzo

Geometra Laureato, appassionato di meteorologia. Dal 2006 Segretario dell'Associazione Edmondo Bernacca Onlus

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