Un’estate a metà: con caldo normale ma senza stabilità atmosferica.

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Fino a questo momento la “bella” stagione ha disilluso chi si aspettava sole e caldo, come era invece stata strombazzata sui quotidiani qualche mese fa quando si parlava dell’estate più calda degli ultimi 30 anni e quindi, per logica, più calda anche dell’estate del 2003 e del 2012, tanto per… riscaldare la memoria e rimanere agli anni più recenti. Siamo però arrivati al 52° giorno di questo cammino estivo per accorgerci che complessivamente tutto questo sole non è che si sia fatto vedere senza essere disturbato: fino ad oggi, e probabilmente anche fino alla fine del mese, la stabilità atmosferica è stata e sarà la grande assente perché si sono frequentemente rinnovate e si rinnoveranno anche a breve nuove condizioni per avere lo sviluppo di temporali. Tenendo quindi a mente la climatologia, possiamo affermare che stiamo vivendo un’estate a metà: perché se è vero che il bilancio attuale delle anomalie di temperatura sta oscillando grosso modo attorno alla media climatica, sotto il profilo della stabilità atmosferica l’estate è parecchio indietro sulla tabella di marcia. Siamo peraltro consapevoli che, chiudendo anche luglio sulla scia di un giugno che è stato decisamente temporalesco, non è che la stagione possa più recuperare una posizione dignitosa nella classifica delle stagioni calde e stabili perché, ammesso e non concesso che agosto cambi completamente registro, il peso dei due terzi della stagione è destinato inevitabilmente a lasciare il segno ed a pesare come una zavorra. Un segno fin troppo significativo perché parla di un’instabilità persistente e quindi, di rimando, lascia parlare un numero alquanto elevato di fulminazioni che sono cadute sulla nostra penisola e nei dintorni: in questi 52 giorni, si sono infatti contati quasi UN MILIONE e DUECENTOMILA fulmini (dati da Blitzortung), distribuiti in picchi piuttosto regolari durante l’intero periodo considerato. In particolare, volendo scegliere il limite di 20.000 scariche elettriche come soglia oltre la quale si potrebbero considerare organizzate le condizioni di instabilità (vedi nel grafico la linea gialla), è facile osservare come dei 52 giorni considerati (dal 1° giugno al 22 luglio) siano 29 quelli in cui la situazione meteorologica è risultata marcatamente condizionata dai temporali. In questo contesto, ecco che quindi a mio giudizio sono apparse non corrette le analisi di evoluzioni meteorologiche lette sul web in cui si è spesso fatto riferimento a “crisi estive” ogni qual volta una fase temporalesca ha bussato alle porte: sotto il profilo della stabilità, l’estate non è mai iniziata e quindi è stato ed è improprio parlare di “crisi” di un comportamento estivo – la stabilità, appunto – che è venuto a mancare. Alle nostre latitudini, si può infatti parlare di “crisi estiva” solo nel momento in cui una fase temporalesca organizzata subentra ad un periodo sufficientemente lungo, della durata di almeno 7-10 giorni, in cui a dominare erano le condizioni di stabilità: ad eccezione della prima decade di giugno, un simile periodo non si è più verificato nel corso di questi 52 giorni.

fulmini totali

Andrea Corigliano
Andrea Corigliano

Andrea Corigliano, laureato in fisica, meteorologo e divulgatore scientifico, ha collaborato con il col. Mario Giuliacci presso il centro MeteoGiuliacci. E' stato docente di meteorologia. Collabora con l’Associazione Bernacca.

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